Attraversare il buio

Il buio, fin da piccoli, fa paura, ci blocca; si fa fatica ad andare avanti, a decidere per dove andare. Le letture di questa quarta domenica ci dicono che se la nostra vita attraversa le tenebre, Dio continua ad essere con noi, a camminare in quel buio e a farci trovare la luce. Ci è chiesto di cercare di vedere bene, di evitare decisioni affrettate. È quello che capita a Giuseppe: la sua vita è sconvolta, non ha più la linearità che un uomo giusto si aspetta; cade nel dubbio, nella sfiducia, ... nel buio di chi non sa cosa fare! Dio lo raggiunge nel sonno, nel momento in cui non esiste alcuna difesa. Giuseppe non sa cosa fare nei confronti di Maria che non parla, non spiega, non motiva: lei sa che "a Dio nulla è impossibile"! Al momento opportuno interverrà! Giuseppe cerca un modo per uscire da quel tunnel senza compromettere il suo essere "giusto". E Dio si fa luce nel sonno e Giuseppe vede con chiarezza la decisione da prendere: può rischiare oltre i suoi dubbi, perché riconosce che Dio rimane fedele. Ciascuno di noi ha il suo momento della vita in cui la notte, il buio è profondo, ma è anche il momento di svegliarci, di credere che Dio ci accompagna in modo discreto anche quando le impressioni sono differenti ed è difficile abbandonarci nelle sue mani e decidere di seguirlo, di andare a cercarlo in quella grotta, dentro a quella mangiatoia...
Lasciamo per un momento la poesia del Natale, la stella, i pastori, il canto degli Angeli, il calore acre della stalla e andiamo ad ascoltare il vangelo di Giovanni che inizia affermando "in principio era il Verbo".
Le letture di questa terza domenica di Avvento insistono su un verbo: VEDERE...Non si può essere sfiduciati, ci dice il profeta Isaia, perché la sfiducia fa chiudere gli occhi e ci rende ciechi. Sperare, invece, è saper guardare oltre, dentro la nebbia, vedere che anche nel deserto, nella steppa, si apre una strada, una via santa. La speranza ci fa vedere quello che non c'è ancora, come il contadino che guarda, ora, la terra brulla, ma sa che il seme gettato darà il suo frutto. Quando chiudiamo gli occhi e non vediamo, ci fossilizziamo nelle nostre idee, nei nostri convincimenti e perdiamo la relazione con il Signore e con ciò che Lui opera in noi e attorno a noi. Ecco allora che Gesù invita i discepoli di Giovanni a riferire ciò che "hanno visto" e cioè l'esperienza vissuta, quello che hanno imparato vedendo guarire.

Festa difficile, questa.
