Suor Adriana Ravanello

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Matilde Ravanello nasce a Crocetta del Montello il 2 maggio 1930, in una famiglia semplice, cristiana e fortemente radicata nei principi evangelici. Fin da piccola, insieme ai suoi fratelli viene educata alla preghiera, al gusto della vita, alla sensibilità per chi è meno fortunato, pur facendo esperienza di povertà. A soli 19 anni lascia la famiglia scegliendo la vita religiosa, per poter seguire più da vicino il Gesù che stava conoscendo sempre di più. Entra in Noviziato fra le Ancelle di Gesù Bambino il 23 settembre 1949 e il 25 marzo successivo inizia la formazione religiosa con il nome di Suor Adriana. Dopo la professione perpetua, avvenuta il 9 settembre 1957, la si trova a Trieste per completare la sua formazione culturale e successivamente a Zenson di Piave, a Poiana  e a Dogaletto come insegnante nella scuola materna e impegnata nella pastorale parrocchiale. Appena aperta la via alla missione in Brasile nel 1963, il suo percorso cambia direzione e nel 1965 è pronta per vestire l'abito missionario e diventare amica dei più poveri dei bairros di Salvador Bahia. Rimane in Brasile per ben 17 anni, ricoprendo vari servizi a favore delle Comunità locali e nella formazione delle giovani Ancelle brasiliane. Instancabile testimone della carità evangelica, con il suo fare semplice, spontaneo, senza timori, entra nel cuore della gente e riesce a far passare la Parola di Dio come unica strada per la vera felicità in questo mondo, anche in mezzo a tanta povertà e sofferenza.

Nel 1982 rientra in Italia e continua a servire la congregazione con la stessa dedizione missionaria, come vicaria generale e responsabile della comunità di Casa madre - Venezia. Il suo cuore è ormai ben impastato delle problematiche missionarie, così quando si parla di aprire la missione in Africa non ha timore di rispondere con generosità e con prontezza alla proposta di essere pioniera nella missione in Costa d'Avorio. Parte da Venezia il primo febbraio 1990 e vi rimane fino al 29 settembre 2014: 24 anni spesi senza alcun limite per i più poveri, per coloro che contano di meno, per chi bussa continuamente alla porta perché non ha nulla. E lei, che il francese lo mastica a malapena, sa offrire ciò che è più necessario del pane quotidiano: un sorriso accogliente, un abbraccio sincero, la certezza che il bene passa attraverso la semplicità e la bontà.

Gli acciacchi dell'età e l'essersi consumata per gli altri la riportano in Italia e viene accolta nella comunità di Gambarare prima e poi a San Pietro di Feletto dove completa il suo percorso terreno, vivendo l'anzianità come mezzo per avvicinarsi a quel Signore che ha seguito con fedeltà, giorno dopo giorno, sicura di essere da Lui amata e perciò fortunata di essere sua apostola fra i poveri di questo mondo. Ha raggiunto lo scopo della sua vita, entrando nell'eternità beata il 28 luglio 2022.

Madre Elena oggi suggerisce:

Se abbiamo fatto un passo, ce ne restano molti altri da fare: avanti dunque fino a che non siamo giunte in Paradiso.