Maria, piena di grazia

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Nel cammino di avvento siamo invitati a riflettere su Maria, la “piena di grazia”, Colei che è stata oggetto della bontà smisurata di Dio per ridestare la nostra speranza di salvezza e di vita piena. La liturgia ci propone il brano della Genesi (Gn 3,9-15.20) dove Dio è alla ricerca delle sue creature, che reagiscono fuggendo e nascondendosi per la paura e perché nudi.

La ricerca di Dio è necessità, Dio ha bisogno dell’uomo, egli prima di svegliare in loro la consapevolezza e la coscienza della disobbedienza e della infedeltà, li cerca per una missione, un compito da svolgere. L’uomo che perde il contatto con il Signore, di conseguenza, deve affrontare un cammino di ipocrisia e falsità e Dio non vuole questo: la falsità allontana certo dal Padre, ma anche da sé stessi. Dio soffre per il male fatto, ma maledice il serpente, la causa del male e annuncia la lotta che ci sarà tra i figli della donna e i figli del serpente, tra l’umanità e il male. Da questa lotta nasce una nuova umanità rappresentata da Maria che si meraviglia della presenza di Dio nella sua casa, ha timore di Dio, ma non lo teme, non si nasconde davanti a Lui, anzi entra in un dialogo di libera accettazione. L’annuncio dell’angelo le rivela la sua missione: Concepirai un Figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù (Lc 1,21). Prima le aveva rivolto un saluto che aveva creato un clima di attesa e di gioia: Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te (v.28). La presenza di Dio è sempre una sicurezza ed una garanzia. Maria rimane turbata e si chiede la ragione di quelle parole, ma ascolta e domanda come può avvenire un evento del genere. L’angelo la rassicura: nulla è impossibile a Dio (v.37): Dio realizza sempre ciò che promette e Maria si rende conto che Dio ha avuto fiducia in lei, per cui si rende disponibile al suo disegno con amore e adesione totale. Maria accetta la sua missione di nuova Eva, una missione che non la fa girare nel giardino dell’Eden, ma nel mondo della vita concreta, con quel Figlio che porterà in grembo, che nascerà e che sarà il compimento dell’alleanza che Dio aveva contratto con l’essere umano. La Sua risposta: Ecco la serva del Signore, avvenga di me secondo la Tua parola(v.38), manifesta il desiderio di collaborare al disegno di Dio con libertà. Ella trova la forza, per compiere la scelta, perché ha creduto nella grazia divina, frutto dell’abbandono e della fiducia che pone nel Signore. Maria Immacolata, piena di grazia, ci accompagna e ci educa a diventare coscienti di essere anche noi creature amate che apparteniamo a Cristo. La volontà di Dio di assumere su di sé tutto ciò che è umano, sia il fallimento che il successo, ci ricorda che il nostro destino è la salvezza, nell’incontro in Lui, in Gesù. Questo amore riversato su di noi attende il nostro ‘sì’, attende la nostra risposta di metterci nelle sue mani. Dobbiamo, quindi, verificare lo stile della nostra vita per controllare se effettivamente aspiriamo a questo ideale, a questo desiderio di diventare, per quanto possibile, pieni di grazia o ci lasciamo trascinare da sentimenti e suggestioni che mostrano la nostra fragilità. Preghiamo il Signore di donarci in questo tempo di Avvento la volontà di accogliere Gesù e di mettere le nostre energie, le nostre risorse a servizio del suo Regno e di far posto nella nostra esistenza a Colui che la può trasformare.  Dio sceglie di diventare uno di noiDecide di iniziare da un minuscolo e sconosciuto paesino in periferia.Dio sceglie Nazareth.Ridefinisce la logica del mondo:è proprio da Nazareth che inizia la storia…Fino a quando non imparo ad amare la mia Nazareth, a rispettarla, a riconoscere i pregi, passerò il tempo a lamentarmi contro il fato che mi ha fatto nascere in questa periferia esistenziale, con questo corpo, con questi limiti… (dalle omelie di p. Ermes Ronchi)

Madre Elena oggi suggerisce:

Un cuore riconoscente non può, né potrà mai dimenticare il molto bene ricevuto.