Giuseppe, il giusto

Gius

Siamo alla soglia del Natale e ci accompagna a vivere l’evento Giuseppe, il giusto. Uomo del silenzio, dell’ascolto che ama senza chiedere nulla, che si fa servo del Verbo perché non può nascondere l’amore per colei che l’ha concepito. 

Giuseppe è innamorato di Maria, non si dà pace, la pensa, la sente presente nella sua vita e per questo “non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto”. Giuseppe prima di pensare a sé, rispetta la libertà di scelta della persona amata. Se è successo, ci sarà un motivo, un perché insondabile: lui non giudica né se stesso, né l’amata.

Questo insegna il Vangelo. Ed ecco che l’intervento del Signore non si fa aspettare, lo Spirito arriva ed agisce: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo…”  

Giuseppe il giusto crede e si fa “custode” di Gesù perché sa ascoltare Dio, sa riconoscere la volontà del Dio che ama e per questo è sensibile verso le persone che ama e gli sono affidate. Sa leggere con realismo gli avvenimenti, è attento a ciò che lo circonda e sa prendere le decisioni più sagge: ora di prendere Maria nella sua casa, poi fuggire con il Bambino in Egitto per ritornarvi al tempo opportuno.

Giuseppe, allora, è il modello di come vivere la vita, di come rispondere alla vocazione ricevuta da Dio con disponibilità, prontezza, fiducia: Cristo, la sua gioia, è al centro di tutto! Il Vangelo ci chiede di fissare lo sguardo su questo uomo giusto, capace di leggere con serenità le situazioni: accogliere Gesù come figlio e dare tutto perché Egli sia il presente!

Anche noi, oggi, siamo chiamati a farlo nella misura che accogliamo e viviamo le nostre notti, le nostre paure, i nostri dubbi nella fiducia che deriva dall’amore e dall’abbandono in Dio.

Dio entra nella vita di chi domanda un aiuto per una scelta, una decisione, un perché sul proprio futuro. Dio entra, illumina, chiarisce e fa generare vita nuova, il Cristo che salva ogni povertà e fragilità.  Dio entra quando trova uno spazio di mitezza, di bontà, di misericordia, di perdono.

Giuseppe è così: uomo abituato ad ascoltare più che a parlare; ci insegna a non giudicare, ci invita a fidarci. Giuseppe ci regala ancora oggi metodi per cercare spazi di luce e di bellezza, forza per affrontare prove concrete e per credere che l’amore cambia le cose, la vita delle persone che si amano: solo così possiamo imparare che la mitezza e la misericordia generano Gesù; l'obbedienza genera Gesù; la fiducia genera Gesù; l'accoglienza genera Gesù; l'ascolto genera Gesù; il fare scelte secondo la giustizia ed il vangelo genera Gesù.

Allora Natale non è un evento ma la vita che entra nel nostro quotidiano. 

 

VIENI SEMPRE, SIGNORE 

Vieni di notte,

ma nel nostro cuore è sempre notte: 

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni in silenzio,

noi non sappiamo più cosa dirci:

e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni in solitudine,

ma ognuno di noi è sempre più solo: 

e dunque vieni sempre, Signore. 

Vieni, figlio della pace,

noi ignoriamo cosa sia la pace:

e dunque vieni sempre, Signore. 

(Davide M. Turoldo

Madre Elena oggi suggerisce:

Vivere da religiose non è vivere come si vuole, ma è imitare colui che si è scelto. 

 

 

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