Gesù il nuovo tempio

cacciata

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio...».(Gv 2, 13-25)   

 

Il Tempio è lo spazio della relazione con Dio, è lo spazio sacro, il luogo dell’incontro, è la nostra vita dove Dio prende dimora. Gesù si accorge che non è più così, la gente “vive” in quella casa, ma senza “vivere” più la relazione con suo Padre e di conseguenza un sereno rapporto con i fratelli.

Non sopporta la falsità di chi usa la vita spirituale, la preghiera, la Chiesa, lo stesso ministero sacerdotale o religioso, la vita stessa solo per interessi personali, per comodità, senza credere. Ecco, prende le cordicelle e ne fa una frusta e con forza richiama alla conversione, a mettere ogni cosa al suo posto, a dare ad ogni azione il suo valore. È Lui il nuovo tempio; è la Parola fatta carne che non chiede sacrifici ma uno spazio in cui ristabilire la relazione con Dio suo Padre, nello Spirito. Si tratta, allora, di individuare quale sia tale spazio nella nostra esistenza umana e non possono esserci dubbi che sia il nostro essere più profondo che gestisce la vita: il nostro cuore. Esso è il luogo splendido che nessuno può e deve rovinare. 

Com’è oggi il nostro cuore? Un luogo di interessi, legato al raggiungimento del successo, al vendersi pur di galleggiare in un mare fatto di confusione, compravendita, ricatti, scambi illeciti, promesse illegittime o è lo spazio in cui tessere la relazione con il Signore, il luogo della riflessione, il luogo il cuore dell’amore, della preghiera, dell’incontro con il prossimo, delle opere di carità? 

Ancora una volta Gesù ci rassicura perché se in noi vi è questo “tempio” nessuna violenza è in grado di demolirlo, anche se in alcuni momenti ci sembra che tutto crolli, che la terra sotto i nostri piedi tremi, che la pandemia ci stia soffocando: bastano tre giorni per risorgere, per ricostruire, per rivivere. Il Signore è con noi sempre e custodisce il nostro cuore.

Quei tre giorni sono la nostra certezza: vivere pienamente la vita con le sue difficoltà, silenzio, ascolto e preghiera, la certezza che risorgeremo con Lui.

La Quaresima è il tempo in cui riflettere con fede su questo messaggio così importante per la vita di chi crede; è un momento di grazia, nella consapevolezza che non è la morte ad avere la parola finale, ma la vita vissuta nell’amore e giustamente Papa Francesco ci ricorda: “Abbiamo ricevuto la vita gratis, non abbiamo pagato per essa. Dunque tutti possiamo dare senza aspettare qualcosa, fare il bene senza pretendere altrettanto dalla persona che aiutiamo. È quello che Gesù diceva ai suoi discepoli: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8)”. (Fratelli tutti n.140)  

Signore, tienici nel tuo abbraccio di misericordia, insegnaci ad esserci gratuitamente nella vita di chi abbiamo accanto.

 

Tu, Padre, riempici del tuo perdono perché il cuore sia libero per amarti: il tempo della preghiera ci apra alla ricerca della fraternità.

Tu, Figlio, ricordaci che possiamo risorgere e la vita potrà riconoscerti: il tempo della carità ci muova a consolare le solitudini.

Tu, Spirito, rinnova ogni cosa e la fiducia in te ci aiuterà a raccontarti:il tempo del digiuno ci svuoti per riempirci dell’urgenza del bene. 

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