Cambiamento

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L'idea di cambiare ci spaventa sempre, pur desiderando di girare pagina di fronte a qualcosa che non va. E la Parola che ci viene consegnata in questa seconda domenica di Avvento, ci domanda di cambiare attraverso l'invito alla conversione: cosa desidero, allora, cambiare per fare spazio a ciò che mi rende felice?

Giovanni il Battista diventa l'esempio concreto e vivo del cambiamento. Egli si pone nel deserto per invitare al cambiamento, non nel tempio che custodisce la Legge e la relazione con il Dio di Israele. Nel deserto perché là lo stesso Israele ha sperimentato che solo Dio conta, solo Dio provvede, solo Dio è fedele. Dal deserto si può ricominciare. Il cambiamento prepara la strada per accogliere il Dio che viene, per accogliere la novità dell'oggi, della vita. È invito a vedere nel presente quello che sembra impensabile: come il lupo che può stare con l'agnello senza sbranarsi; o come il leopardo e il capretto possono stare vicini o come il bimbo che gioca con i serpenti. Tutto questo sembra impossibile. Tutto cambia se cominciamo a credere veramente che Dio vuole questo, che ciò che promette lo può realizzare: ma noi lo crediamo?  Il tempo dell'attesa sta per compiersi, il Regno di Dio è vicino, Dio stesso si sta compromettendo con l'umanità, scendendo e confondendosi con la fragilità umana. Sta a noi accorgerci che il cambiamento è già in atto ma bisogna assumerlo come Dio assume la nostra carne. Dio è certamente in cammino verso di noi e noi lo siamo verso di Lui? 

Madre Elena oggi suggerisce:

Vivi con pace il fastidio di cui ci sono causa i limiti degli altri.